Kaila Methven, l’ereditiera di Kfc che sta per diventare l’incubo di Victoria’s Secret

Si chiama Kaila Methven, in molti la chiamano ‘Miss Pollo Fritto’ ma lei ama farsi chiamare ‘Madame’: Victoria’s Secret e altri marchi mondiali di lingerie hanno una nuova rivale, una sexy modella e stilista 26enne che ha ereditato le fortune della nota multinazionale ‘Kentucky Fried Chicken‘.

Tutti conoscono Kfc, ma pochi sanno la storia dell’azienda e della famiglia di Kaila. L’anno di fondazione del ‘Kentucky Fried Chicken’ risale al 1952 e tra i discendenti troviamo anche la famiglia Methven, che nel 1991, proprio quando nacque Kaila, decise di vendere le proprie quote ottenendo un incasso milionario.

La ragazza, nonostante un’infanzia difficile (sua madre si uccise che era ancora una bambina e si trasferì in Francia), ha quindi potuto frequentare le migliori scuole del mondo, laureandosi anche all’accademia di moda di Parigi. Grazie anche ad un fisico sexy, la ragazza ora lavora come stilista ma non rinuncia a indossare le proprie creazioni. In breve tempo, diverse riviste di moda (Maxim, Most e Fammes) hanno iniziato ad interessarsi a lei, mentre alcuni indumenti realizzati da Kaila sono finiti sulle pagine di Harper’s Bazaar e Elle.

Ora, con il suo marchio di lingerie extra-lusso, ha deciso di lanciare la sfida ai colossi mondiali della moda. Ecco alcune delle sue creazioni.

Punti di vista molto intimi, guarda le vip svestite

Dalle curve bombastiche di Ashley Graham a quelle hot della Buccino

Anna Tatangelo davanti allo specchio con jeans e reggiseno è da schianto. Vicky Varga, modella e fidanzata di Graziano Pelle, con un corpetto in pizzo rosso fuoco e un paio di denim è da sballo. Ma anche Cristina Buccino, Federica Nargi, Melissa Satta e Belen sono al cardiopalmo nel loro completo intimo e social. Le vip si svestono e mostrano il loro profilo più segreto…

E poi arriva lei, Ashley Graham, la modella che ha conquistato un mese del Pirelli, ha brillato in costume per Sport Illustrated e riempie campagne di moda con le sue curve burrose. Si spoglia e resta in slip e reggiseno: con le sue forme strabordanti sbaraglia tutte. L’intimo con Ashley diventa esageratamente bollente.

“Non come Kate!”: Meghan decisa sul vestito

Ecco gli stilisti papabili per un vestito che somiglierà a quello di Carolyn Kennedy

La curiosità attorno al prossimo matrimonio tra il Principe Harry e Meghan Markle non si placa: dopo l’annuncio delle nozze è subito scattato il toto-stilista. Tra l’altro, la sposa ha già fatto alcune dichiarazioni riguardo il suo abito nuziale, rivelando di essere già esperta e decisa. L’abito bianco, del resto, l’ha già indossato in ben due occasioni: il suo primo matrimonio con Trevor Engelson e una puntata della serie tv Suits.

Meghan Markle ha immediatamente smentito di apprezzare vestiti simili a quello firmato Anna Barge sfoggiato per esigenze di copione nei panni di Rachel Zane. Interpellata sull’argomento, si è detta distante anche dallo stile di Kate Middleton e del suo sontuoso e regale Alexander McQueen del 2011. La futura moglie del principe Harry ha fatto sapere di preferire qualcosa di più semplice e “rilassato”.

matrimonio-duchi-William-e-Catherine-29-aprile-2011-abito-Alexander-McQueen1245Secondo quanto dichiarato dalla stessa Megan Markle, l’abito da sposa assomiglierà a quello minimalista indossato da Carolyn Bessette Kennedy il giorno del suo matrimonio con John F. Kennedy Jr nel 1996. Un abito-sottoveste del designer americano Narciso Rodriguez, che a questo punto si può considerare come il grande favorito per disegnare quello di Meghan.

Altri nomi che si rincorrono in questi giorni sono quelli della designer francese Delphine Manivet, del greco Christos Costarellos e del libanese Elie Saab. Tra i favoriti in corsa per questo prestigoso incarico spunta anche quello di un italiano, Antonio Berardi, che per stessa ammissione della Markle, è uno dei più bravi in fatto di abiti da sposa.
Mancano pochi mesi al matrimonio e Megan Markle, siamo sicuri, avrà già scelto.

Controverso fucsia: tutte lo vogliono ma…

Dalla De Lellis a Ellen Pompeo, il rosa shocking dilaga ma poche lo sanno portare

Il color fucsia alla conquista del mondo. Considerato sinonimo di cordialità ed emblema di grazia interiore ed esteriore: avete visto quante lo indossano?
Il nome è stato utilizzato per la prima volta nel 1882 e deriva dal fiore della pianta Fuchsia, dalle tonalità rosa accese. Questo colore, capace di regalare un tocco cromatico poco convenzionale e particolare a qualsiasi outfit, sta letteralmente prendendo piede nei guardaroba di tutto il mondo.

Non semplicissimo da portare e non adatto a tutte, la tendenza del momento è quella di sfoggiarlo in total look ma è possibile ammortizzarlo con tinte più neutre.
Elizabeth Hurley lo indossa da tempi memorabili per esaltare le forme perfette del suo fisico. Anche Nicole Scherzinger ha sfruttato il fucsia del suo Emilio de la Morena per mostrare il suo fisico e il seno prorompente. Ellen Pompeo dimostra come sia difficile indossare questa nuance accesa con un abito Co Resort, Kyle Minogue non teme confronti e seduce tutti i suoi fan con leziose pose ammiccanti. Dakota Fanning invece sembra una bambina innocente nel suo abito N21.

Nemmeno nel Belpaese mancano esempi degni di nota: d’effetto la tuta di Cecilia Rodriguez, Elena Cucci lo sceglie per il red carpet della Festa del Cinema di Roma, Marcella Bella sfoggia la sua felpa oversize Amen alle presentazione del suo nuovo disco. Il carico da 90 lo mette sicuramente Giulia De Lellis che, col vestito fucsia Asos dalle vistose maniche a palloncino, vola in finale al Grande Fratello Vip.

Belen sfila con i tacchi a spillo, ma in volto è… nera

Un look pazzesco, ma un umore pessimo. Belen Rodriguez viene pizzicata a Milano mentre esce da un centro estetico in minigonna e tacchi a spillo.

Si nega ai flash improvvisando : sfila la giacca e restando con la schiena e il décolleté , se la mette sul volto quasi a volersi coprire dagli obiettivi puntati su di lei. Poche ore prima il fratello Jeremias era uscito dalla casa del GfVip e del fidanzato Andrea Iannone non c’è traccia al suo fianco…

I dettagli del “cambiamento” di Melissa Satta

Dal velluto alle stringhe: intervista con la designer (e modella) di Changit

Melissa Satta non sta ferma un momento. Due trasmissioni all’attivo, Tiki – Taka e l’appena concluso Il Padre della Sposa, grosse collaborazioni come testimonial (Bata e Stroili, tanto per fare due nomi), un grandissimo successo come influencer sui social network e non da ultima una famiglia di cui occuparsi. Soddisfazioni e tanto tanto lavoro: eppure, la gioia e l’orgoglio che traspare dai suoi occhi mentre parla della propria linea di costumi Changit, non ha eguali.

Melissa, cosa significa “Changit”?
Changit è cambiamento. In inglese si scriverebbe con la E, ma abbiamo voluto stilizzare…
Nasce dall’idea di cambiamento e di evoluzione. In generale, nel mondo della moda, e anche per me, perché oltre a fare da modella stavolta mi sono divertita a progettare. Non ho disegnato con la mia mano, perché non lo so fare, ma ho fatto tutte le scelte progettuali.

Quindi finalmente, anziché “Melissa Satta in costume”, potremo dire “I costumi di Melissa Satta“! Parliamo allora di cambiamento: cosa c’è di bello e di nuovo in questa tua collezione di costumi?
Il velluto è un po’ il mio orgoglio: lo trovo bellissimo, non classico e può essere spezzato e mixato con alti pezzi.
Poi adoro la parte basica, specialmente il costume intero: siamo stati molto attenti al dettaglio. Abbiamo previsto la vita alta e delle sgambature profonde, perché è tornato di moda il modello anni 80, alla Baywatch. Le stringhe laterali sono bellissime e poi io amo il nero!
Sono molto felice dei dettagli: per esempio ci sono spalline fatte con laccetti intrecciati, ci sono costumi trasparenti, ci sono scollature a V sulla schiena.
Le coppe di tutti i costumi sono estraibili perché ci sono donne che non le sopportano. Poi, un motivo di orgoglio dell’azienda è la possibilità di creare e stampare internamente le proprie grafiche. 

Com’è stata questa tua prima esperienza nei panni di designer?
All’inizio di questa avventura pensavo di fare 20 costumi. Poi, sviluppa qua, sviluppa là… anzichè il primo step ho fatto una scala. E’ una collezione ampissima, arricchita da capi estivi per ogni occasione: coprisostumi, shorts, gonnelloni, vestiti corti e lunghi… c’è veramente tanto.

Qual è stata per te la maggiore difficoltà?
E’ stato arginare la mia fantasia! Il problema vero l’ha avuto la ragazza che ha disegnato i capi, perché io avevo delle richieste assurde. Mi ha dovuto spiegare i motivi tecnici per cui non si potevano fare alcune cose, per esempio le caratteristiche che deve avere una spallina per sostenere, la differenza tra i vati tessuti…

Quale sarà la prossima occasione per indossare i tuoi costumi?
Non lo so! A Natale non andrò al mare. A Francoforte ci sarà troppo freddo. In Sardegna magari vado, ma d’inverno è impossibile stare in spiaggia. Magari nel nuovo anno…

Angelina Jolie, insolito look da teenagers

L’attrice sembra rinata con il minidress Valentino e gambe in bella mostra

Un’inedita Angelina Jolie fotografata a Los Angeles mentre firma autografi ai fan: inedita non per il total black ma per le gambe in mostra.
Magrissima, sicura e solare, l’attrice ha indossato un minidress in maglia di Valentino, abbinato a un paio di stivaletti in pelle nera Givenchy. Le gambe esili e nervose erano esposte più di quanto la Jolie si conceda di solito.

Messa da parte l’eleganza sobria che la contraddistingue, Angelina Jolie sembra aver ritrovato la leggerezza forse momentaneamente sospesa per via malattia e dal recente divorzio da Brad Pitt. Il suo fisico perfetto, spesso tacciato di anoressia e sovente celato sotto abiti lunghi, caftani e mantelle sembra prendersi la rivincita con questo street style da teen agers.

Occhiali Christian Dior a proteggere lo sguardo, Angelina Jolie si è concessa di buon grado ai fan che le chiedevano selfie ed autografi. L’ultima sua fatica da regista, Per primo hanno ucciso mio padre, il film che racconta il genocidio cambogiano, sta avendo grande riscontro ed è stato selezionato per rappresentare la Cambogia ai premi Oscar 2018. La strada, adesso sembra tutta in discesa: forza Angelina!

Il bouquet della sposa: il magico mazzolino che completa il look

Il bouquet è l’ultimo tocco che perfeziona il look della sposa: completa l’abito e, insieme al velo, crea la solennità del giorno del sì. Per questo non è ammesso alcun errore. Affidatevi dunque a un esperto fiorista che darà armonia a tutti gli addobbi floreali, compresi quelli della chiesa o della sala scelta per le nozze e per il ricevimento, e vi consiglierà nel modo migliore evitando di inciampare in pericolose cadute di stile. Il bouquet resterà a stretto contatto con la sposa per tutta la cerimonia, sarà quindi fondamentale scegliere fiori che non macchino né rovinino l’abito e che si mantengano perfetti per tutta la giornata.

C_2_fotogallery_3083593_7_image

Durante il ricevimento sarà la sposa a decidere cosa farne del bouquet. Contrariamente a quanto si pensi, l’usanza del lancio è piuttosto recente ed è stata mutuata dalle consuetudini statunitensi. In Italia tradizionalmente il bouquet si lasciava in chiesa, in omaggio alla Madonna, ma negli ultimi decenni anche le spose di casa nostra usano lanciano alle amiche: la fortunata che riesce ad afferrarlo prenderlo si sposerà (dice la leggenda) entro l’anno. Oggi alcune spose lo regalano alla migliore amica, oppure sfilano qualche fiore per donarlo alle invitate e poi lo conservano. Chi decide di conservarlo e vuole farlo essiccare deve solo appenderlo a testa in giù in una stanza buia e poi conservarlo in una scatola per proteggerlo dalla polvere. Se volete tenerlo per ricordo, senza rinunciare al lancio, potreste anche farvene confezionare uno simile, anche un po’ più piccolo, da usare proprio per questo gioco con le amiche nubili.

La tendenza del 2018 attinge poco dalla tradizione romantica che predilige rose, peonie, orchidee: fa invece l’occhiolino ad interessanti commistioni di genere. La sposa sofisticata sarà entusiasta di portare all’altare un bouquet fatto di rose di campo e ranuncoli, l’ecochic preferirà invece un bouquet green con foglie verdi e note di fiori bianchi. La dark lady resterà affascinata dalle calle nere e dai tulipani blu, mentre chi ha un gusto più esotico apprezzerà orchidee e ortensie con innesti multicolor. E poi c’è l’intramontabile scelta minimal che punta su margherite o rose bianche, o lo stile bucolico creato attraverso dalie e un mix di fiori chiari. Chi si sposa d’inverno ha invece a disposizione mughetti, calle, ranuncoli, bucaneve e bacche di vario tipo. Le più originali adoreranno anche l’innesto di ortaggi, come ad esempio i carciofi, che renderanno il tutto più interessante, grazie a un pizzico di ironia.

Esistono diverse tipologie di bouquet, ma tre sono le principali: il mazzolino piccolo e circolare, il bouquet a cascata e il bondu. Quest’ultimo è caratterizzato da drappi di tessuto che tengono insieme i fiori e danno un’aria più stilosa alla sposa. Il modello a cascata è ricco di fiori e piante dal taglio lungo ed è anche piuttosto impegnativo da portare: quindi sceglietelo solo se sarete sicure di non sentirvi impacciate, altrimenti potrebbe spezzare l’armonia della vostra figura. Il bouquet piccolo e circolare è pratico e raffinato, con quello vi sentirete a vostro agio e sarà più comodo lanciarlo alle vostre amiche durante il ricevimento.

Rispettare le proporzioni è sempre la regola d’oro. Se avete scelto un abito a sirena, a principessa o stile impero avete ampio margine di scelta. Importante sarà rispettare la vostra figura: se siete spose curvy evitate una composizione troppo piccola, o troppo grande. Se il vostro fisico è longilineo il bouquet a cascata è l’ideale, ma andrà bene anche il modello piccolo e compatto oppure bondu. Per quelle un po’ più basse di statura, fiori e piante dal taglio lungo andrebbero evitati, anche se potreste trovare una soluzione intermedia per non rinunciarvi.Ricordate: il sogno è sempre a portata di mano!

Moda: elegante e femminile in giacca e pantaloni

Giacca e pantaloni, magari di colore scuro, o comunque molto sobrio: insomma, una divisa da ufficio, specie per chi riveste posizioni di un certo rilievo. Eppure il classico tailleur “di ordinanza” si può rivisitare e trasformare in un completo femminile e seducente, completamente diverso dalla corazza dietro la quale a volte abbiamo la tentazione di nasconderci. L’insieme giacca pantaloni è versatile, confortevole, ci permette di assecondare le bizzarrie del clima di questo strano autunno e insieme di essere sempre in ordine e ben vestite, anche se capita all’improvviso un’occasione di una certa formalità.

C_2_articolo_3103968_upiFoto1FIl tailleur giacca-pantaloni è stato portato in passerella da moltissimi stilisti, a cominciare da Giorgio Armani che da sempre ne fa un vero pezzo iconico. Hanno sfilato tailleur gessati che richiamano il guardaroba maschile, le giacche doppio petto, avvolgenti e morbide, in colori neutri come il grigio e il cammello, manche nelle nuances più accese o nelle tinte pastello. Del resto, il tailleur è uno dei capi che meglio si presta a interpretare l’avvicinamento dei generi, quello maschile e femminile, tipico di questi anni e ormai sancito persino dalla consuetudine di far sfilare insieme uomini e donne.

Anche la forma dei pantaloni offre grandi possibilità di interpretazione. Ci sono le forme fluide, ma anche lunghezze che lasciano scoperta la caviglia o che si fermano addirittura un po’ più in su. Si portano con gli stivaletti o le polacchino, ma anche con le stringate, altro vero cult di stagione. E se fa freddo, ci si ripara dentro un bel cappotto, meglio se dal taglio ampio e diritto, o in un maxi-trench. Anche quello, in tono neutro o, a piacere, coloratissimo.

Moda: un body e lʼoutfit è servito

Vai col body in pizzo per serate spumeggianti. A manica lunga con tulle e ricami per quelle senza troppe bollicine e lineari in modal per le mattine un po’ grigiastre. Ma se arriva il sole acchiappate quello sensual. Un misero pezzo di stoffa che può donarvi tanti smile. Si tratta di un modello che si presenta da solo. I ricami incorniciano le trasparenze e lasciano all’immaginazione altrui il resto.

C_2_articolo_3103782_upiImagepp

Non male per evitare di confondersi con la tappezzeria ad un evento particolarmente importante.
Ma per coloro che le occasioni le lasciano come promemoria nell’agenda optate per sfoggiare altrove modelli semplici e accattivanti.
Mettetevi il cuore in pace perché il pizzo, il macramè, i voile, il tulle, il raso pretendono la vostra attenzione. Se poi si illuminano di strass e paillette varie chiudetevi nell’armadio per resistere.
È impossibile non lasciarsi contagiare dal loro desiderio di renderci belle e affascinanti. Io ci sono cascata con tutto il portafoglio.
Ho puntato, però, su quelli meno appariscenti e più pratici. Quest’ultimo aspetto come avrete capito è strettamente connesso alla chiusura del body. E non aggiungo altro.

Ma quali sono gli altri modelli?
Intanto abbiamo quelli casti e puri: collo alto, tinta unita, manica lunga e occhi bassi! È uno stile molto sobrio ma se volete dargli un tocco di vita puntate sulla scollatura. Collo svestito e seno pronto a sfidare la forza di gravità (qui i reggiseni push-up salvano le apparenze) e buon divertimento.
Li trovate anche colorati e a fantasia. I fiori sono quelli più in voga.
Ci sono poi i modelli che prevedono una sorta di gilet, delle taschine ed altri ancora delle mini giacchette con tanto di spallina sopra la manica del body. Basta un pantalone o una gonna per confezionare l’outfit.
Non mancano quelli classici di raso o in microfibra perfetti come sottogiacca. Eleganti e disinvolti per un look più classico. Non dimentichiamo quelli che sembrano delle camicie. Qui il cotone trova la sua ragion d’essere.
E meritano una menzione i modelli con il foulard compreso. Ottimo per il gelo non annunciato.

Attenzione ai tagli del colletto. Giocano senza risparmiarsi con la stoffa e accolgono perle, bottoni e strass senza ritegno.
Inutile sottolineare che i body non finiscono qua. Si tingono e si vestono senza lesinare fili e cuciture.
Come sempre i designer si sfidano fra di loro. È una battaglia all’ultimo modello.
Un tempo erano soprattutto di lana, conosciuti come maglie della salute. Il benessere dei nostri polmoni dipendeva da loro.
Oggi sono liberi dai lacci della sopravvivenza. Hanno soltanto il dovere di avere i bottoncini e le clips in armonia con gli slip.
Ma a pensarci bene la parte bassa non conta molto. Si giocano tutto dal collo alla vita. E la loro partita non ci lascia indifferenti.
Largo nell’armadio, i body stanno arrivando!