Raffaella Fico alle Maldive, scatti che lasciano il segno

La showgirl sulla spiaggia con il compagno Alessandro Moggi

Sono passati dieci anni dalla notizia che rimbalzava su tutti i giornali secondo la quale la bellissima Raffaela Fico metteva all’asta la sua verginità. Dopo di allora è stata la fidanzata di Mario Balotelli e ha avuto una bambina, Pia. Ora è la compagna del procuratore calcistico Alessandro Moggi e racconta che quella fu solo una boutade per far parlare di sé. In questi giorni è in vacanza alle Maldive e a far parlare è il suo profilo social.

Al calar della notte scattano romantiche foto di coppia, avvinghiati sulla sabbia. La Fico e Moggi sono fuggiti in un resort di lusso nel paradiso maldiviano. Durante la giornata girano video da postare su Instagram stories di spiaggia incontaminate, acque cristalline, pesci e natura. Non ci sono le curve mozzafiato che i follower aspettano con ansia, ma solo una intrigante schiena nuda (con il segno del costume) fotografata da Alessandro. Solo quando il sole se ne va, la coppia regala cartoline poetiche. In attesa di un nuovo giorno e soprattutto dei bikini da sogno di Raffaella…

Dolores OʼRiordan, la famiglia rivela: “Era terribilmente depressa”

Scotland Yard smentisce però le voci di una morte “sospetta” Intanto lʼalbum dei Cranberries vola nelle vendite (900%) e i Negramaro le dedicano una lettera

Aveva solo 46 anni Dolores O’Riordan, frontwoman dei Cranberries, trovata morta nella sua stanza all’hotel Hilton di Londra, dove stava registrando da qualche giorno. Sconosciute ancora le cause del decesso. Fonti vicine alla famiglia fanno sapere che nelle ultime settimane Dolores “era terribilmente depressa”, anche se Scotland Yard nega che si tratti di una “morte sospetta”. Intanto le vendite dell’ultimo album del gruppo sono aumentate di oltre il 900%. In Italia il più accorato omaggio è quello dei Negramaro, che su Facebook le indirizano una lunga lettera…

Dolores, la scorsa estate, aveva avuto problemi di salute che l’avevano costretta ad annullare il tour, comprese le date italiane. Si era parlato di dolori alla schiena, ma non erano state date notizie ulteriori. Così come ora non vengono forniti dettagli sulla sua morte, se non che è stata “improvvisa”. Scotland Yard, che in un primo momento aveva definito “non spiegata” la causa del decesso, nega però che sia “sospetta”.

In passato la cantante irlandese aveva sofferto di anoressia e secondo quanto riporta Tmz nel 2013 aveva tentato di togliersi la vita: soffriva di depressione. In alcune interviste aveva raccontato di aver subito degli abusi quando era bambina. Arrestata nel 2014 per aver aggredito in un aeroporto un poliziotto e una hostess pare che Dolores soffrisse anche di un disturbo bipolare della personalità. I funerali probabilmente si svolgeranno in Irlanda, dove la cantante sarà cremata.

“Ti ho vissuta sempre come un sogno. Lo sapevo che non avrei dovuto farlo. Avrei dovuto viverti come un giorno qualunque. Da sveglio, sveglissimo. Come una persona qualsiasi, magari conosciuta in un viaggio insieme. Avrei dovuto essere meno rispettoso delle distanze, come se non fossero mai esistite e, invece, ti ho trattato come una leggenda, perché questo sei per quelli come noi e per il mondo intero, per la generazione di “zombie” che hai lasciato orfani della voce più rivoluzionaria degli ultimi 40 anni. Avrei dovuto ridurle, quelle maledette distanze”… Comincia così la lunga lettera che su Facebook Giuliano Sangiorgi dei Negramaro pubblica per ricordare l’amica e collega Dolores O’Riordan, con cui ha inciso anche “Senza fiato”.

Sangiorgi ricorda il loro incontro per incidere la canzone: “Allora avrei capito che quella nostra canzone insieme stava succedendo davvero. E invece ho pensato: “non è possibile”, “non è reale”, “non sta succedendo a me, a noi”. È un sogno. Come un sogno ti ho sfiorato. Come un sogno ti ho salvato nel fondo più profondo della memoria. E come un sogno sei volata via. Eppure solo oggi ho realizzato davvero che sei passata dalle nostre vite, che mi hai attraversato gli occhi e il cuore in un giorno qualunque, in uno studio di registrazione qualunque, cantandoci addosso tutto il fiato che ci restava. E in quella canzone, in quel pomeriggio siamo davvero rimasti senza fiato.

I dettagli del “cambiamento” di Melissa Satta

Dal velluto alle stringhe: intervista con la designer (e modella) di Changit

Melissa Satta non sta ferma un momento. Due trasmissioni all’attivo, Tiki – Taka e l’appena concluso Il Padre della Sposa, grosse collaborazioni come testimonial (Bata e Stroili, tanto per fare due nomi), un grandissimo successo come influencer sui social network e non da ultima una famiglia di cui occuparsi. Soddisfazioni e tanto tanto lavoro: eppure, la gioia e l’orgoglio che traspare dai suoi occhi mentre parla della propria linea di costumi Changit, non ha eguali.

Melissa, cosa significa “Changit”?
Changit è cambiamento. In inglese si scriverebbe con la E, ma abbiamo voluto stilizzare…
Nasce dall’idea di cambiamento e di evoluzione. In generale, nel mondo della moda, e anche per me, perché oltre a fare da modella stavolta mi sono divertita a progettare. Non ho disegnato con la mia mano, perché non lo so fare, ma ho fatto tutte le scelte progettuali.

Quindi finalmente, anziché “Melissa Satta in costume”, potremo dire “I costumi di Melissa Satta“! Parliamo allora di cambiamento: cosa c’è di bello e di nuovo in questa tua collezione di costumi?
Il velluto è un po’ il mio orgoglio: lo trovo bellissimo, non classico e può essere spezzato e mixato con alti pezzi.
Poi adoro la parte basica, specialmente il costume intero: siamo stati molto attenti al dettaglio. Abbiamo previsto la vita alta e delle sgambature profonde, perché è tornato di moda il modello anni 80, alla Baywatch. Le stringhe laterali sono bellissime e poi io amo il nero!
Sono molto felice dei dettagli: per esempio ci sono spalline fatte con laccetti intrecciati, ci sono costumi trasparenti, ci sono scollature a V sulla schiena.
Le coppe di tutti i costumi sono estraibili perché ci sono donne che non le sopportano. Poi, un motivo di orgoglio dell’azienda è la possibilità di creare e stampare internamente le proprie grafiche. 

Com’è stata questa tua prima esperienza nei panni di designer?
All’inizio di questa avventura pensavo di fare 20 costumi. Poi, sviluppa qua, sviluppa là… anzichè il primo step ho fatto una scala. E’ una collezione ampissima, arricchita da capi estivi per ogni occasione: coprisostumi, shorts, gonnelloni, vestiti corti e lunghi… c’è veramente tanto.

Qual è stata per te la maggiore difficoltà?
E’ stato arginare la mia fantasia! Il problema vero l’ha avuto la ragazza che ha disegnato i capi, perché io avevo delle richieste assurde. Mi ha dovuto spiegare i motivi tecnici per cui non si potevano fare alcune cose, per esempio le caratteristiche che deve avere una spallina per sostenere, la differenza tra i vati tessuti…

Quale sarà la prossima occasione per indossare i tuoi costumi?
Non lo so! A Natale non andrò al mare. A Francoforte ci sarà troppo freddo. In Sardegna magari vado, ma d’inverno è impossibile stare in spiaggia. Magari nel nuovo anno…