Che lusso CR7! Un giorno con il calciatore più pagato al mondo

Il fenomeno da 100 milioni non fa capricci, ma sa come vivere da sceicco

Il passaggio alla Juventus è costato 100 milioni di euro, il più caro della storia della serie A. Cristiano Ronaldo è il giocatore più pagato al mondo e se la spassa con la sua numerosa famiglia a Torino concedendosi una vita da sceicco. Il settimanale Chi ha fatto i conti in tasca al calciatore tra jet da 31 milioni, orologi con 420 diamanti e bottiglie per festeggiare i compleanni dei bambini da 20mila euro l’una.

Lo stipendio della società bianconera, sommato agli introiti pubblicitari, portano a un budget annuale vicino ai 100 milioni che Cristiano si gode insieme alla compagna Georgina e ai suoi quattro figli. Nella villa torinese in cui vive non si fa mancare proprio nulla: mega-giardino, palestra con criosauna, 20 box per le auto (sono almeno 18 i bolidi di lusso che guida). Per un appuntamento “al volo” sale sul suo jet privato, costato 31 milioni e dotato di ogni comfort. Per non parlare dei brand di cui va matto: non indossa nulla che non sia “logato”. Ama gli orologi e la sua collezione ne vanta alcuni davvero preziosi da due milioni di euro. E per brindare sceglie bottiglie di bollicine a quattro zeri. Si dice che si sposerà in Italia molto presto (Georgina sfoggia da tempo un brillocco) e si attendono nozze davvero principesche…

Federica Nargi in bikini: Funny, Sunny, Italian

L’ex velina ha disegnato una capsule collection con 7 costumi dal nome evocativo

Il binomio bikini e velina diventa più forte grazie all’ultimo progetto di Federica Nargi, la capsule collection per il marchio I Am Bikini, che l’ha vista nell’inedita veste di designer, oltre che, ovviamente, di modella. Lookdavip ha indagato su questa nuova avventura della showgirl che, oltre alla conduzione di Colorado e al faticoso ruolo di mamma (di Sofia, 1 anno), ha voluto cimentarsi anche nel settore moda.

– I AM BIKINI: come nasce questo progetto e da quanto ci lavori?
Il progetto è nato perché sono diventata la testimonial del brand e parlando con i fondatori Mario Borgonovo e Amedeo Di Martino ci è venuta l’idea di collaborare creando una capsule collection. Sono sette costumi e ognuno ha un nome che rappresenta un’emozione o un aggettivo con cui mi definisco: Funny (divertente), Sunny (solare), Friendly (amichevole), Sparkly (frizzante), Happy (felice), Sweet (dolce), Italian (italiana).

– Qual è il capo della collezione che preferisci?
Sono sette modelli e non saprei scegliere! Mi piacciono tutti! Non vedo l’ora che sia estate.

– Quali sono state le difficoltà progettuali?
Non ce ne sono state! Ho cercato di pensare a ciò che le ragazze preferiscono e al mio gusto personale, dando vita a questi sette costumi, tutti diversi, tutti unici.

Alessandro Matri ti ha dato dei consigli? Se sì di che tipo?
No. Alessandro l’ho lasciato proprio fuori. Di solito gli chiedo sempre consigli, ma in questo caso ho voluto fargli una sorpresa. Gli ho dato solo qualche anticipazione.

– A parte Costanza Caracciolo, a chi regalerai uno dei tuoi costumi?
A tutte le mie amiche, a mia sorella, a mia madre… e ovviamente Costanza sarà una delle prime ad averli!

– Pensi che tua mamma indosserebbe i tuoi costumi? Quale le consiglieresti?
Certo che li indosserà! Le consiglierei il modello Italian, un costume a vita alta dal mood anni ’50, perfetto per il suo stile.

– Bikini o intero: in generale cosa preferisci?
Entrambi, dipende dal mio umore, ma sempre I Am Bikini!

– È cambiato il tuo fisico da quando sei mamma? E il tuo modo di vestire?
Sì certo, sono rimasta molto easy e sportiva, però a volte mi accorgo che preferisco indossare abiti più da “mamma”!

I dettagli del “cambiamento” di Melissa Satta

Dal velluto alle stringhe: intervista con la designer (e modella) di Changit

Melissa Satta non sta ferma un momento. Due trasmissioni all’attivo, Tiki – Taka e l’appena concluso Il Padre della Sposa, grosse collaborazioni come testimonial (Bata e Stroili, tanto per fare due nomi), un grandissimo successo come influencer sui social network e non da ultima una famiglia di cui occuparsi. Soddisfazioni e tanto tanto lavoro: eppure, la gioia e l’orgoglio che traspare dai suoi occhi mentre parla della propria linea di costumi Changit, non ha eguali.

Melissa, cosa significa “Changit”?
Changit è cambiamento. In inglese si scriverebbe con la E, ma abbiamo voluto stilizzare…
Nasce dall’idea di cambiamento e di evoluzione. In generale, nel mondo della moda, e anche per me, perché oltre a fare da modella stavolta mi sono divertita a progettare. Non ho disegnato con la mia mano, perché non lo so fare, ma ho fatto tutte le scelte progettuali.

Quindi finalmente, anziché “Melissa Satta in costume”, potremo dire “I costumi di Melissa Satta“! Parliamo allora di cambiamento: cosa c’è di bello e di nuovo in questa tua collezione di costumi?
Il velluto è un po’ il mio orgoglio: lo trovo bellissimo, non classico e può essere spezzato e mixato con alti pezzi.
Poi adoro la parte basica, specialmente il costume intero: siamo stati molto attenti al dettaglio. Abbiamo previsto la vita alta e delle sgambature profonde, perché è tornato di moda il modello anni 80, alla Baywatch. Le stringhe laterali sono bellissime e poi io amo il nero!
Sono molto felice dei dettagli: per esempio ci sono spalline fatte con laccetti intrecciati, ci sono costumi trasparenti, ci sono scollature a V sulla schiena.
Le coppe di tutti i costumi sono estraibili perché ci sono donne che non le sopportano. Poi, un motivo di orgoglio dell’azienda è la possibilità di creare e stampare internamente le proprie grafiche. 

Com’è stata questa tua prima esperienza nei panni di designer?
All’inizio di questa avventura pensavo di fare 20 costumi. Poi, sviluppa qua, sviluppa là… anzichè il primo step ho fatto una scala. E’ una collezione ampissima, arricchita da capi estivi per ogni occasione: coprisostumi, shorts, gonnelloni, vestiti corti e lunghi… c’è veramente tanto.

Qual è stata per te la maggiore difficoltà?
E’ stato arginare la mia fantasia! Il problema vero l’ha avuto la ragazza che ha disegnato i capi, perché io avevo delle richieste assurde. Mi ha dovuto spiegare i motivi tecnici per cui non si potevano fare alcune cose, per esempio le caratteristiche che deve avere una spallina per sostenere, la differenza tra i vati tessuti…

Quale sarà la prossima occasione per indossare i tuoi costumi?
Non lo so! A Natale non andrò al mare. A Francoforte ci sarà troppo freddo. In Sardegna magari vado, ma d’inverno è impossibile stare in spiaggia. Magari nel nuovo anno…